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MILANO

«Abbiano bisogno dell'autonomia differenziata» Anci Lombardia e la Regione affrontano il tema delle aree provinciali e riflettendo sul ruolo delle sedi regionali, dei Pirellini

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E' stato deputato per quattro legislature, attualmente è sindaco della Tremezzina (realtà nata nel 2014 dalla fusione dei Comuni di Lenno, Mezzegra, Ossuccio e Tremezzo proprio grazie alla sua spinta) dove è stato riconfermato nel maggio 2019 per la quarta volta mentre dall'ottobre scorso è presidente di Anci Lombardia. Mauro Guerra, 62 anni, comasco, avvocato, ha le idee chiare su come governare la Casa dei Comuni e sulle priorità, a partire dall'autonomia.

Quali sono gli obiettivi principali del suo mandato?

«L'Anci Lombardia ha di fronte due grandi sfide. La prima è quella che condividiamo con Anci nazionale di partecipare al lavoro e alle iniziative per ricostruire la reale autonomia dei Comuni perché negli anni della crisi e delle difficoltà finanziarie l'autonomia finanziaria degli Enti locali è stata ridotta notevolmente. Direi quasi massacrata insieme a una forte limitazione organizzativa e decisionale, con una serie di norme e vincoli sul personale, cosa che ha determinato danni sul fronte dei servizi e dei diritti dei cittadini. Come Anci Lombardia, invece, vogliamo essere protagonisti della nuova fase di autonomia differenziata regionale ed è un percorso che vogliamo condividere con la Regione Lombardia: il Pirellone deve essere un organo di programmazione e di legislazione lasciando ai Comuni. Questo doppio fronte rimandano a un percorso molto impegnativo dal punto di vista di riordino istituzionali territoriale essendo la Lombardia composta da 1.570 Comuni di cui più di 1.000 sotto i 5.000 abitanti, una realtà che va dal Comune più piccolo di Morterone con 32 abitanti alla metropoli di Milano. Abbiano bisogno dell'autonomia differenziata per riprogrammare il territorio, accompagnare gli Enti locali nelle gestioni associate, affrontare le competenze insieme, ridefinendo le competenze di Province e Aree vaste».

Il rapporto con Regione Lombardia, però, è positivo e spesso pure virtuoso...

«Sì. In questo momento con la Regione stiamo affrontando il tema delle aree provinciali e riflettendo sul ruolo delle sedi regionali, dei Pirellini. Noi invece abbiamo la necessità di organizzarci come Anci a livello provinciale per aiutare a costruire politiche che tengano maggiormente conto delle diversità territoriali. Con la Regione stiamo definendo attività di formazione e informazione sulle singole partite come le politiche dell'infanzia, delle scuole pubbliche, delle scuole paritarie».

Anci Lombardia è da sempre molto attenta alle politiche dei piccoli Comuni. Ci sono novità su questo fronte?

«I piccoli Comuni sono tanta parte della biodiversità istituzionale della Lombardia e hanno esigenze spesso molto diverse, ma sono anche un patrimonio prezioso di presidio territoriale e di partecipazione democratica. Noi vogliamo accompagnarli verso un percorso di rafforzamento dei servizi ai cittadini. Lo spopolamento di alcune aree, soprattutto montane, è legato alla possibilità di garantire servizi e di creare opportunità di sviluppo e di lavoro. Gli enti locali per essere più forti devono cooperare, partecipare alle gestioni associate, aderire ai centri di competenza territoriali: solo in questo modo i piccoli Comuni possono acquisire le professionalità necessarie per garantire servizi adeguati. Noi vogliamo aiutarli ad amministrare meglio non a sopravvivere».

Il ministro Francesco Boccia ha detto che "l'autonomia non è né di destra né di sinistra. E' nella Costituzione a va attuata", mentre Regione Lombardia teme che tutto slitti. Qual è la sua visione su questa partita?

«Con il precedente Governo si era andati avanti più sulla carta che nella sostanza: erano stati definiti alcuni punti e manifestazioni di principio, rispetto all'effettivo trasferimento di competenze. Il ministro Boccia ha avviato un percorso saggio facendo un passo in avanti proponendo un'idea di legge quadro per definire le questioni fondamentali. Ora con la legge quadro - che ha raccolto l'intesa di tutte le regioni - c'è la possibilità di definire molto rapidamente le materie dell'autonomia e definire un giusto accordo di perequazione».

Ma quali saranno i tempi?

«Il 2020 sarà l'anno cruciale e matureranno le condizioni per chiudere un pacchetto di autonomia molto serio».

Al suo arrivo nella Casa dei Comuni, quasi tre mesi fa, ha trovato un team di 40 elementi e una struttura articolata. Qual è il suo giudizio?

«Ho trovato una macchina importante e società partecipate cresciute molto con capacità, competenze, professionalità che hanno consentito ad Anci Lombardia di essere uno strumento di rappresentanza valido ma anche di costruire un radicamento con i Comuni attraverso servizi e momenti di formazione. La struttura, oggi, dispone anche di Dipartimento che ci consentiranno di rispondere meglio alle esigenze e vincere questa sfida dell'autonomia differenziata».

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Autore:gcf

Pubblicato il: 06 Gennaio 2020

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