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MILANO

Angelo Baiguini confermato in Consiglio nazionale Il nostro direttore eletto unico rappresentante dei pubblicisti in Lombardia

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Si è trattato di un successo personale andato ben oltre ogni più rosea previsione. Angelo Baiguini, direttore del nostro giornale e direttore editoriale del Gruppo Netweek, è stato eletto al primo turno nel Consiglio nazionale dell’Ordine dei giornalisti, ottenendo ben oltre il 50% dei voti. E sarà l’unico pubblicista lombardo a livello nazionale. Quella di Baiguini si tratta di una riconferma, avendo ricoperto la stessa carica già in passato.

«Quello che ci aspetta è un lavoro molto impegnativo - ha commentato visibilmente soddisfatto Baiguini - in quanto il nuovo Consiglio nazionale che si insedierà a Roma a fine mese rappresenta una svolta storica. Per la prima volta è stata attuata la riforma voluta dal Governo, che ha ridimensionato drasticamente il numero dei pubblicisti in Consiglio. Il legislatore, nel tentativo di snellire un organismo pletorale, ha finito con il penalizzare la categoria dei pubblicisti. Tutto questo è avvenuto in un momento in cui l’informazione è affidata in modo determinante - per una serie di motivi, tra cui la crisi dell’editoria - nelle mani dei pubblicisti. Senza nulla togliere ai professionisti, oggi la figura del pubblicista è quella che meglio incarna la professione. Il pubblicista, a differenza di quanto poteva succedere molti anni fa, non è più “prestato” al giornalismo ma è l’essenza stessa del giornalismo».

Quindi il futuro è dei pubblicisti?

«Certamente è una categoria che già occupa un ruolo di primo piano nel mondo dell’informazione - ha aggiunto Baiguini - che in molti tendono a sminuire. In realtà il pubblicista oggi è in grado di operare nel mondo dell’informazione con maggiore flessibilità rispetto ai professionisti. Quello del giornalista è una professione che deve essere necessariamente reinventata, ma un ruolo importante in questa trasformazione, che piaccia o meno, ce l’hanno proprio i pubblicisti. Per molti colleghi, ed è questa una delle differenze, il mestiere del giornalista è prima una missione e poi una professione».

Resta il problema della formazione professionale...

«Se vogliamo avere un futuro - e questo vale sia per i professionisti che per i pubblicisti - dobbiamo essere disposti a metterci in gioco e aggiornarci per stare al passo con i tempi e con tutti i cambiamenti avvenuti e che avverranno in futuro. Non dimentichiamo che la percezione della professione giornalistica da parte dell’opinione pubblica non è esaltante. I giornalisti potranno considerare vinta la loro sfida solo quando avranno riacquistato autorevolezza e di conseguenza la fiducia dei lettori».

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Autore:ces

Pubblicato il: 09 Ottobre 2017

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